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16 luglio 2010

Care Casolesi e cari Casolesi,

Lucciana dopo decenni di degrado e di abbandono è di nuovo una delle perle del nostro Comune.

Sono infatti terminati i lavori di recupero di questo splendido ed antico borgo e giovedì 15 luglio alla presenza di Mons. Alberto Silavani, e del Capitano dei Carabinieri Carfora e di altre autorità civili e militari moltissimi abitanti di Lucciana, Cavallano e Casole hanno partecipato alla Santa Messa celebrata dal Vescovo e da Don Felido Viti che ha coinciso con la riapertura della Chiesa che dopo oltre 20 anni di chiusura è stata recuperata e riportata nella disponibilità dei luccianesi.

Dopo la Messa ho avuto l’onore di inaugurare i locali del Centro Civico di Lucciana che diventerà la sede del comitato di frazione che andremo a costituire nel mese di settembre.

Come ho avuto modo di dire in questa occasione Lucciana non è stata solo recuperata da un punto di vista edilizio ma è di nuovo completamente abitata e sono oggi le decine di famiglie che ci vivono il vero valore che con l’impegno di tante forze positive siamo riusciti a ricreare in questa parte del territorio casolese.

Voglio in questa occasione ringraziare tutti coloro che con il loro impegno hanno consentito il raggiungimento di questo obbiettivo e la presenza, anche in questa occasione, di tanta gente positiva è la migliore risposta a coloro che con pervicacia continuano nella loro perversa logica di divisione e di contrapposizione.

Con i più cordiali saluti

Il Sindaco - Piero Pii

3 Marzo 2010

Caro Prof. Conte,

prendere una frase detta in un dibattito o in un’assemblea, distaccarla dal ragionamento più complesso ed articolato in cui è inserita e riferirla ad altri, significa modificare profondamente il significato della frase fino a trasformare una valutazione politica in un’accusa personale.

E’ ormai divenuta un’abitudine fare questo, per alcuni gruppi ed alcune persone, che intendono strumentalizzare quanto il sottoscritto, nella sua qualità di Sindaco, espone ai cittadini.

Poi, riferita la frase, si crea “un caso” là dove non esiste, si sposta il significato, ormai distorto, sul piano dell’attacco politico, attivando alcuni strumenti informativi che sono ben coordinati fra di loro.

Vorrei però in premessa chiarire il mio rispetto per il Prof. Dario Conte, per l’attività che svolge da tanti anni e per quello che ha fatto e che potrà fare per tanti cittadini di Casole e per le loro famiglie.

E’ lontano da me qualsiasi pensiero che egli possa aver approfittato della sua posizione per interessi personali.

Ma il Prof. Dario Conte che stimo dal punto di vista professionale, diventa il Sig. Dario Conte nel momento in cui si inserisce nella vita politica di Casole come parte attiva di un partito che sostiene le sue posizioni non tanto e non solo da un punto di vista programmatico, ma riconducendole costantemente a valutazioni sulle persone ed interpretando tutto come se dietro ad ogni scelta vi fosse un presunto interesse o malaffare.

Purtroppo anche il Sig. Dario Conte, facendo politica, si espone a questa lente di ingrandimento e non c’è da meravigliarsi se fatti che lo riguardino vengano esaminati e interpretati in questa ottica anche e soprattutto all’interno del suo stesso partito e da parte dei suoi stessi compagni.

Ma veniamo ai fatti di cui vengo accusato e in particolare alle offese che avrei arrecato al Prof. Dario Conte.

L’assemblea pubblica tenuta a Pievescola si è svolta in un clima di sostanziale serenità. Non mi sono scagliato contro nessuno ma ho solo espresso alcune critiche su argomenti che non ritengo utili per il nostro paese e continuerò a farlo finché persistono. Esprimere dissenso fa parte della dialettica politica.

Al termine mi sono trattenuto con alcune persone, fra cui Riccardo Gabellieri che mi ha rivolto una domanda relativa alla vendita del patrimonio comunale. Su questo provvedimento l’opposizione aveva votato contro. Rispondendo alla domanda ho sviluppato tutto un ragionamento piuttosto articolato e non ho fatto nomi.

Ho spiegato che l’Amministrazione aveva fatto una scelta corretta decidendo di vendere un terreno di circa 1,5 ettari ad un prezzo di 11.000 Euro ad ettaro, sostenendo che il Comune era riuscito a vendere bene la sua proprietà. Altri infatti avevano venduto un terreno agricolo di valore equivalente se non superiore, ad un prezzo che era circa la metà e ho ribadito che, facendo il paragone, il Comune aveva fatto una scelta pratica corretta.

Era una semplice valutazione su valori diversi di transazioni analoghe che confermavano un beneficio per il Comune. Non era certo né un’accusa a qualcuno né una valutazione morale.

Fra i presenti è stato introdotto nella discussione la questione “etica” intendendo con questo chiedere se è giusto vendere beni pubblici.

Ho ricordato il caso eclatante del Comune di Firenze con un Sindaco del PD che si propone di realizzare bel 500 milioni di Euro dalla vendita di beni comunali e ho fatto notare che, chi si interrogava sull’etica di una vendita avvenuta a Casole, si addentrava su un terreno scivoloso vista la scelta del PD fiorentino.

Condivido l’esigenza di una maggiore trasparenza e partecipazione nella vita dei partiti, delle istituzioni e dei loro rappresentanti (proprio in questa direzione si è concentrata una parte importante del nostro lavoro in questi primi mesi di governo locale) e anche il Sig. Dario Conte (non è del Prof. Conte che si parla, ma del politico Dario Conte) se ne deve essere reso conto se si è sentito in dovere di giustificare in maniera dettagliata le modalità di acquisto del terreno e il relativo valore.

Delle trattative in merito all’acquisto del terreno ho avuto notizia fin dall’estate scorsa per la preoccupazione che era sorta in una parte dei cacciatori di Monteguidi che temevano che ciò avesse come conseguenza la recinzione del terreno stesso che viene normalmente usato dai cacciatori come punto di ritrovo.
Su queste tematiche, sollevate precedentemente proprio dal Sig. Conte contrario a qualsiasi chiusura di terreni privati, in quel periodo stava lavorando l’assessore all’Urbanistica Andrea Pieragnoli.

Non sarà certo sfuggito a coloro che erano presenti all’assemblea fatta in quel periodo a Monteguidi, e che sarà stata sicuramente registrata da qualcuno, il ragionamento da me fatto relativamente all’introduzione di una normativa specifica in grado di regolare la recinzione di proprietà private quando non necessaria per esigenze legate alla sicurezza e all’attività agricola.

E’ dunque in quel periodo che ho avuto modo di acquisire dagli interessati le informazioni di cui sono in possesso.

Nego tassativamente che qualcuno dei presenti alla stipula del contratto e che vengono citati dal Sig. Dario Conte mi abbia dato alcuna informazione ed è quindi evidente che le insinuazioni del Sig. Conte sono di sua assoluta responsabilità.

Per quanto riguarda le altre questioni poste assicuriamo tutto l’impegno del Sindaco e della Giunta volto a risolvere i problemi e a realizzare il programma presentato agli elettori.

Durante tutte le Assemblee pubbliche fin qui convocate abbiamo potuto dare atto di questo impegno e avuta una grande partecipazione alla vita pubblica.

In merito all’ordine del giorno delle Assemblee, il Sig. Dario Conte, iscritto al Partito Democratico di Casole d’Elsa, dovrà come tutti gli altri attori della politica e della società casolese accettare i luoghi, i tempi e gli argomenti che le Istituzioni decidono di scegliere venendo a presentare le sue opinioni e le sue proposte in quelle sedi, sia a titolo personale che in rappresentanza del suo partito.
Sarà una presenza gradita ed apprezzata e, con la consueta correttezza, da parte nostra, esporremo la posizione dell’Amministrazione Comunale su tutti i temi che verranno proposti.

Nel ringraziare il Prof. Conte per quanto ha fatto e farà per la popolazione casolese invio a lui e a tutti coloro che leggeranno queste mia lettera i miei più cordiali saluti.

Il Sindaco Piero Pii
Casole d’Elsa 3 marzo 2010


25 Febbraio 2010

L'olio extra vergine di oliva locale arriva nelle mense scolastiche

Anche il Comune di Casole d’Elsa ha aderito al progetto promosso dalla Provincia di Siena per favorire il consumo di prodotti del territorio

Nella mensa scolastica i Casole sarà possibile consumare olio extra vergine di oliva prodotto nei frantoi sociali del territorio, con materia prima dei nostri oliveti.
L’iniziativa, promossa dall’amministrazione provinciale in collaborazione con i Comuni, si colloca nell’ambito del progetto di Catena alimentare di filiera corta - approvato all’interno del pacchetto anticrisi della Provincia - per favorire il consumo locale di prodotti del territorio.
Sono ventiquattro su trentasei – molte amministrazioni avevano già sviluppato singolarmente il progetto con aziende locali – i Comuni che hanno aderito al percorso di introduzione nelle mense scolastiche dell’olio prodotto dal territorio, preventivamente sottoposto ad analisi chimiche ed organolettiche che ne hanno testato la qualità. La disponibilità di tutti i frantoi cooperativi della provincia a fornire il prodotto della raccolta 2009 ad un prezzo promozionale, concordato con l’amministrazione provinciale, ha consentito di garantire la fornitura di oltre 12 mila litri di olio extra vergine di oliva locale, che sarà consumato nelle mense scolastiche fino al termine dell’anno scolastico in corso.
Il progetto - che ha visto un investimento da parte dell’amministrazione provinciale di Siena di circa 34 mila euro - consente di offrire, da un lato, un sostegno concreto alla produzione olivicola, in costante crisi di mercato per la concorrenza di produzioni di scarsa qualità e, dall’altro, di avvicinare i ragazzi ad un’alimentazione sana ed ecocompatibile, in quanto di provenienza locale. Una forma di attenzione della Provincia nei confronti dei produttori, per garantire loro uno sbocco sicuro all’olio prodotto localmente, e dei consumatori, a partire dai più piccoli.

Prosegue, così, il lavoro per la costruzione di un sistema di relazioni tra produttori e consumatori che, articolato per Circondari, consenta di consolidare una catena di produttori consapevoli, in grado di garantire il paniere della spesa di qualità e di origine locale; di sostenere il sistema dei Mercatali, che si stanno diffondendo in tutto il territorio e l’approvvigionamento delle mense e della ristorazione, puntando a favorire l’incontro con la rete del commercio di vicinato, specie nei centri commerciali naturali.


10 Febbraio 2010

Care casolesi e cari casolesi,

La sezione archeologica del Museo di Casole si è arricchita di nuovi gioielli con la donazione Venturoli.
La scorsa settimana, la famiglia Venturoli, ha donato alla nostra Comunità l’importante collezione che la madre, Lavinia Serpi Venturoli, aveva costruito con passione ed intelligenza, durante la propria vita.
E’ un’ulteriore importante dimostrazione dell’affetto che questa famiglia ha sempre dimostrato per la “Nostra Casole”.
E’ un grande onore, per Casole, ricevere la donazione dei figli di Lavinia Serpi e presentarla ai cittadini casolesi come testimonianza dell’amore e dell’affetto che questa donna straordinaria aveva per il nostro paese.
Grazie a lei, e a personaggi come Mons. Grassi e Emilio Lapucci, nel nostro paese si aprì l’Antiquarium proprio nelle sale dove viene ospitata la mostra.
Grazie al suo lavoro e alla sua dedizione oggi Casole può presentare al mondo, nel Museo Archeologico e della Collegiata, i suoi preziosi reperti.
Ricordo ancora il suo impegno negli anni ’70 per realizzare eventi culturali di grande rilievo come le attività espositive che, tra il 1975 e il 1980, si tennero nell’atrio del Palazzo Comunale e che portarono nel nostro paese artisti e personaggi di rilievo nazionale.
Lavinia Serpi era una donna forte e passionale e noi oggi, nel ringraziare i suoi figli per lo splendido dono che ci fanno, la ricordiamo con affetto e con stima.
La mostra della “Donazione Lavinia Serpi Venturoli” verrà inaugurata sabato 20 marzo 2010 al Centro Congressi di Casole d’Elsa.

I più cari e cordiali saluti dal vostro Sindaco

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